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Hustle Kings VR
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Recensione - Hustle Kings VR

Il biliardo è uno di quei giochi da giocare con gli amici in un chiassoso bar, oppure nel silenzio e nell’intimità di una sala appositamente dedicata. Hustle Kings VR è la versione per PS VR dell’omonimo gioco che già da tempo ha intrapreso la via del free-to-play. Se siete curiosi di sapere se l’esperienza VR del gioco valga l’acquisto, continuate a leggere le nostre impressioni.

Il Gioco

Per chi non lo conoscesse, Hustle Kings è un simulatore di biliardo la cui storia parte da lontano, addirittura dagli albori della PS3. La conversione per PS4 è arrivata a inizio generazione, con la trasformazione del gioco in un titolo free-to-play. Hustle Kings VR è la terza conversione del gioco, questa volta per PlayStation VR, ma si presenta come titolo a pagamento con tutti i DLC usciti fino ad oggi per il titolo f2p. Il gioco ci mette nei panni di un giocatore qualsiasi di biliardo, senza darci uno scopo finale ben preciso se non quello di vincere le partite contro avversari controllati da umani o dalla CPU, scalando in questo modo le classifiche.

Il titolo è suddiviso in due macro-sezioni: il campionato e la sala da biliardo. Le modalità di gioco principali che possiamo trovare nella sezione “campionato” sono il classico “Palla 8”, al quale sicuramente avrete giocato almeno una volta nella vita in qualche bar, e lo snooker, che, per chi non lo conoscesse, è un gioco molto simile il cui scopo è sempre quello di mandare le palle in buca. La modalità Campionato non è altro che il comparto multiplayer online. Possiamo sfidare avversari casuali (è presente un buon numero di possibili contendenti, non ho mai faticato a trovare partite, anzi a questo proposito ho potuto constatare che Hustle Kings VR dispone di un matchmaking egregio), per avanzare nelle classifiche mondiali. I livelli di difficoltà in cui ci possiamo cimentare sono quattro e variano a seconda della sfida e dell’avversario che intendiamo affrontare.

MP Video - Hustle Kings VR

Se il campionato ci stufa, possiamo dedicarci alle varie attività e mini-giochi disponibili nella sala da biliardo. La prima è l’Allenamento, il cui scopo non è altro che fare da tutorial che ci insegna le basi del gioco e le sue meccaniche. Seconda modalità è la Carriera, in cui siamo chiamati a sfidare in sequenza avversari controllati dalla CPU via via sempre più forti. Terza modalità è l’Esibizione, che ci permette di giocare offline o contro un amico in multiplayer locale alle due diverse varianti del biliardo presenti nei campionati, con l’aggiunta di alcune “variazioni sul tema” presenti sotto forma di DLC anche nella versione free-to-play: Palla 9, Palla 8 U.K., Killer, Tagliagola, Continuo 14.1, Palla 3. Ultima modalità è quella denominata “Partite Speciali”, che raggruppa una serie di scenari particolari, a difficoltà differenti, da risolvere in determinate maniere, come ad esempio entro un certo tempo oppure con un numero massimo di tiri.

A livello di gameplay Hustle Kings VR cerca di avvicinarsi alla simulazione, pur senza strafare. Indossando il PlayStation VR, la sensazione di trovarsi in una vera sala da biliardo è impressionante. E’ possibile giocare sia da seduti che in piedi, naturalmente vi consiglio la seconda opzione. Pur non potendoci muovere liberamente nella stanza, possiamo svolgere alcune azioni che ci permettono di prendere la mira in modo più accurato, come ad esempio alzando o abbassando la testa per usare il bordo come punto di riferimento. E’ possibile controllare il tiro sia con il pad che con il PS Move (possiamo utilizzarne uno soltanto), ma se pensate di cavarvela semplicemente “mimando” il gesto beh, non è così semplice. In primis perché il gioco non è così reattivo e preciso nel captare i nostri comandi/movimenti: mi è capitato spesso infatti di dover passare anche un minuto per calibrare un tiro, a causa del fatto che ogni minimo movimento del controller corrispondeva a uno spostamento molto più ampio di quello che mi aspettavo. Secondo punto a rendere le cose un tantinello complicate è l’incredibile numero di pulsanti e regolazioni che bisogna premere per portare a termine un solo tiro: premendo il grilletto T e spostando il controller di movimento si prende la mira, premendo il tasto cerchio e spostando a destra o a sinistra il PS Move, impostiamo la potenza. Tenendo premuto il tasto quadrato invece impostiamo l’effetto. Una volta ultimate queste operazioni preliminari, premendo il tasto “X” si effettua il tiro portando il braccio indietro e in avanti come a simulare il gesto con la stecca. Tutto questo ogni singola volta volta. Non il più semplice dei meccanismi insomma, il tutto si contrappone alla “semplicità” (non me ne vogliano i professionisti) del gioco reale. A livello di grafica, le ambientazioni di Hustle Kings VR (come anche quelle delle sue versioni precedenti), sono completamente vuote e “morte”. Non è presente nemmeno un singolo avventore/spettatore. Piccola curiosità: sullo sfondo fanno bella mostra di sé alcuni cartelloni pubblicitari di giochi come Little Big Planet 3 e Driveclub, a testimoniare il fatto che il gioco è un mero porting della prima versione. Il comparto audio invece è abbastanza variegato e a mio avviso si sposa bene con il tipo di esperienza che offre il gioco.

Amore

Manca solo l’odore di sigaretta

- Sì, perché la sensazione che riesce a trasmettere è proprio quella di stare realmente in una sala da biliardo. La possibilità di alzarsi e abbassarsi, per effettuare tiri di precisione, di cambiare la visuale e di studiare la strategia come se fosse una vera partita, dà quella sensazione di immersione che ci si aspetta in un gioco VR. Sotto questo aspetto Hustle Kings VR è decisamente promosso. Chissà in un futuro, quando avremo un sistema di movimento adeguato.

Qualche aggiunta interessante

- Hustle Kings VR integra tutti i DLC usciti fino a oggi per la versione free-to-play per PS4: l’esibizione che ci permette di fare pratica con le modalità di gioco canoniche e con qualche variante come Killer, Tagliagola ecc, nonché la possibilità di giocare allo snooker senza il limite della modalità campionato, la modalità multiplayer locale “sfida un amico”, le sfide puzzle che ci mettono di fronte a una serie di scenari da risolvere con determinate mosse, e le partite bonus, che arricchiscono di nuove sfide quanto già offerto dai puzzle.

Odio

Tutto qui?

- Parlando dell’esperienza VR, oltre all’ottima prima impressione che mi ha lasciato il fatto di essere in una vera sala da biliardo, finisce tutto qui. Anche volendo provare a giocare con il Move, la sensibilità dei comandi e la macchinosità del sistema di tiro, rendono l’esperienza terribile, obbligandomi quasi a scegliere i comandi con il pad, rovinando in parte quell’immersione totale che ho provato nei primi minuti di gioco.

Multiplayer locale scomodo

- Se da una parte è apprezzabile lo sforzo degli sviluppatori di inserire un multiplayer locale a due giocatori, dall’altro i limiti hardware di PS4 (in particolare l’impossibilità di attaccare due PlayStation VR contemporaneamente), rendono l’esperienza estremamente scomoda: per giocare bisogna infatti passarsi il visore prima di ogni colpo, con notevoli fastidi nel cambiare ogni volta e regolare il tutto per ciascuno dei due giocatori.

Frustrante all’inizio

- Il sistema di controllo non troppo preciso e molto macchinoso (per usare un eufemismo), unito a una difficoltà generale del gioco bilanciata verso l’alto, mi ha fatto più volte venire la tentazione di lanciare il pad contro la televisione. Ogni volta che sbagliavo un tiro, il giocatore controllato dalla CPU inanellava una serie lunghissima di buche, a volte addirittura con tiri improbabili e dalla difficoltà estrema. Niente che comunque non si possa superare con la pratica.

Tiriamo le somme

Lo stupore che accompagna i primi cinque minuti giocando a Hustle Kings VR è pari alla delusione che inizia dal sesto minuto in poi. Considerato che esiste tutt’oggi la versione gratis, in larga parte identica (le aggiunte infatti non giustificano il prezzo, visto che sono disponibili come DLC della versione free-to-play alla metà del prezzo a cui questo gioco viene venduto). Peccato, perché aveva la potenzialità di essere il primo titolo VR veramente longevo.
4.5

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L'autore

Quando gli hanno chiesto di comporre una Bio, ha pensato subito alla natura e all’ambiente. Una volta rinsavito, ci ha raccontato di essere un appassionato di Basket e Calcio, videogiocatore accanito, predilige RPG, FPS e TPS. In generale però non si tira indietro di fronte a nulla. A tempo perso è anche speaker in una Web Radio.

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