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Surgeon Simulator: Experience Reality
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Recensione - Surgeon Simulator: Experience Reality

La realtà virtuale ha finora esplorato numerose esperienze, dall'orrore alla fantascienza, ma mancavano le incursioni in campo medico. A colmare questo vuoto ci pensano i ragazzi di Bossa Studios col loro simulatore di sala operatoria Surgeon Simulator: Experience Reality, che ci mette nei surreali panni di un chirurgo pasticcione. Scopriamone le caratteristiche.

Il Gioco

Surgeon Simulator: Experience Reality è la versione per PS VR del Surgeon Simulator uscito del 2014 per PS4; per chi non lo conoscesse, si tratta di un gioco che ci mette nei panni di un improvvisato chirurgo alle prese con una serie di operazioni tutte sullo stesso paziente, il povero Bob. Il gioco ci permette di eseguire una serie di operazioni sbloccate in sequenza, in diversi ambienti e stavolta vivendo il tutto come se fossimo davvero lì, grazie alla VR, ed utilizzando i controlli di movimento tramite Move oppure il controller standard.

La struttura del gioco è semplice: il menu principale è rappresentato da una scrivania sulla quale troviamo una scheda con la prossima operazione da fare e la possibilità di rieseguire quelle già fatte. Il titolo ci mette alle prese con cinque operazioni in tutto, tutti trapianti (di cuore, di reni, di cervello, dei bulbi oculari e di denti), da svolgere in tre diversi ambienti: sala operatoria, ambulanza ed infine in orbita in una stazione spaziale. Dopo aver svolto le cinque operazioni in sala operatoria si sblocca l'ambulanza sulla quale dobbiamo ripetere le stesse operazioni, e una volta completate queste si sblocca la stazione spaziale con la stessa sequenza di operazioni, stavolta da svolgere però in un ambiente a gravità zero con tutti gli strumenti che fluttuano davanti a noi.

Ma come si svolgono le singole operazioni? Per prima cosa, è bene chiarire a chi non conoscesse la serie che questo non è certo un "simulatore" di quelli seri, che richieda lo svolgimento esatto di procedure mediche; anzi, tutt'altro. Per ogni scenario propostoci troviamo il povero bob disteso davanti a noi (col torace già aperto , in caso di trapianto di cuore e reni) oppure seduto davanti a noi per i trapianti di cervello e bulbi oculari; su diversi piani di lavoro sono posizionati strumenti di vario tipo come un potente laser, un martello, una mini-sega circolare, bisturi, forbici, pinzette e così via, e sta a noi capire come portare a termine l'operazione. Non ci sono né guide né aiuti, l'intero processo va svolto per tentativi finché non troviamo la strada giusta.

MP Video - Surgeon Simulator: Experience Reality

Oltre al paziente e agli strumenti davanti a noi, il gioco ci mostra le nostre mani (in caso disponiamo di due controller Move) o una sola mano (qualora usiamo il DualShock o un solo Move) che possiamo muovere liberamente su tutto il piano operatorio muovendo il/i controller. Con pochi tasti è possibile stringere le dita per afferrare gli oggetti sui quali abbiamo posato la mano, che vanno poi utilizzati per tagliare ossa, asportare organi e così via. Ma è proprio qui che emerge il lato più folle ed ilare del gioco: grazie ad un motore di fisica piuttosto esagerato, lo stesso atto di afferrare gli strumenti può risultare in una vera impresa, perché potremmo finire per prendere altre cose vicine o afferrarli in posizioni strambe che ci costringono poi a fare le contorsioni per utilizzarli correttamente. E lo stesso uso degli attrezzi non è dei più facili, visto che mentre cerchiamo di tagliare un osso (con laser, sega o rompendolo col martello, poco importa) potremmo danneggiare altri organi che inizieranno a sanguinare.

E qui inizia la vera sfida: un monitor infatti ci mostra la quantità di sangue presente nel corpo di Bob ed anche quanto sangue sta perdendo ogni secondo per via delle ferite che gli abbiamo inflitto. Ovviamente se il sangue arriva a zero è game over, quindi il nostro compito è cercare di farlo sanguinare il meno possibile o comunque arrivare al termine dell'operazione prima di averlo dissanguato completamente. Fortunatamente, comunque, c'è molto poco di "medico" nelle operazioni. Ad esempio, nel trapianto di cuore dobbiamo prima asportare tutto quello che copre il cuore rimuovendo la gabbia toracica e i polmoni, dopo di che vanno tagliate le arterie e rimosso il cuore. Tutte le parti rimosse, polmoni compresi, possono essere allegramente gettate a terra, l'importante è poi prendere il nuovo cuore dalla scatola in cui è riposto (ed anche la sola operazione di aprire la scatola può essere complicata) e poggiarlo (o anche scagliarlo, non importa) dov'era il cuore del paziente, senza badare alla posizione in cui lo mettiamo. Fatto questo, il gioco considera l'operazione conclusa e ci dà un voto in base al tempo impiegato ed al sangue perso.

Il gameplay di Surgeon Simulator: Experience Reality è tutto qui: di operazione in operazione si deve cercare di capire come procedere cercando di combinare meno pasticci possibile ed arrivando a sostituire gli organi oggetto dell'operazione. Il tutto si porta avanti in circa un paio d'ore, considerato anche che la sfida vera sta nel capire come concludere le prime cinque operazioni: ripeterle nell'ambulanza e sulla stazione spaziale non aggiunge sfide particolari (c'è la gravità zero della stazione spaziale, ma non è un gran problema, anzi addirittura facilita alcune operazioni), quindi già sappiamo come condurle e vanno via velocemente. Ovviamente i più precisi potranno cercare di ottenere tutti i trofei, aggiungendo ulteriore tempo di gioco.

Amore

Follia operatoria

- Surgeon Simulator: Experience Reality è in fin dei conti un gioco semplice, ma l'esagerata simulazione fisica può creare delle situazioni di pura ilarità quando le cose iniziano ad andare male o il tempo inizia a scarseggiare: immaginate di essere alle prese con la sostituzione dei reni, ma aprendo il contenitore degli organi questi schizzano per terra, oppure vi perdete un bisturi tra le budella del povero Bob. Come leggerete più avanti il gioco può essere frustrante ed ha non pochi problemi, ma ha un buon potenziale come party game in cui un giocatore si impegna nell'operazione e gli altri lo seguono alla tv rotolando dalle risate ad ogni suo errore. Come gioco single player non ha un gran valore, ma se fate spesso ritrovi tra amici, potrebbe avere un senso.

Odio

E ora cosa faccio?

- La natura trial-and-error del gioco non è a mio avviso una grande idea, perché spesso non si capisce cosa gli sviluppatori vogliano che facciamo in ogni situazione. Ad esempio, all'inizio non mi era chiaro che potevo gettar via qualsiasi organo "superfluo" e chiaramente non avevo pensato che per raggiungere il cuore mi bastava prendere e gettare via i polmoni. Una volta capito questo, anche le altre operazioni diventano più semplici, ma c'è sempre qualche momento in cui non si capisce cosa fare, come nel caso del trapianto di bulbi oculari.

Aaaaaghhh maledetti controlli!

- Senza girarci intorno, il sistema di controllo di Surgeon Simulator: Experience Reality è davvero pessimo. Probabilmente l'imprecisione è voluta per creare appunto le situazioni folli alle quali ho accennato, ma troppe volte diventa semplicemente frustrante, anche perché c'è un sistema di collisioni fin troppo restrittivo che ci impedisce di arrivare con le mani in aree coperte e quindi persino raccogliere i reni o le budella del povero Bob può essere spesso un'impresa. Mi è poi capitato più volte di dover riavviare un'operazione perché gli organi erano incastrati e non volevano venir via. Insomma, poteva essere tutto gestito molto meglio.

Tutto qui?

- Come purtroppo visto in molti altri titoli PS VR finora, Surgeon Simulator: Experience Reality dura molto poco e presenta un prezzo non adeguato ai contenuti. Parliamo di 20 Euro per 2 orette scarse di gioco, quando il Surgeon Simulator uscito l'anno scorso costava la metà ed aveva persino più contenuti, con più ambienti operatori rispetto a questa versione VR. Il solo supporto a PS VR può meritare 10 Euro in più di spesa? Secondo me no, meglio aspettare un corposo sconto.

Tiriamo le somme

Surgeon Simulator: Experience Reality avrebbe potuto essere un titolo VR interessante ed anche molto divertente se non fosse reso così frustrante dall'impreciso sistema di controllo, inoltre il prezzo di copertina non risulta adeguato ai pochi contenuti offerti. Ne sconsiglio quindi l'acquisto a meno che, per pura curiosità o per fare due risate con gli amici, non vogliate provarlo, ma anche in tal caso è meglio attendere che sia scontato almeno a metà prezzo.
5.0

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, inizia nel 2002 un'avventura da insider nel mondo dei videogiochi partendo con la concorrenza ma maturando sempre più interesse per il mondo Playstation. Nel 2013 decide finalmente di aprire MondoPlay, con l'obiettivo di farlo diventare il sito di riferimento per tutti gli amanti italiani della console Sony.

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i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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