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Eagle Flight
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Recensione - Eagle Flight

Anche Ubisoft, sempre attenta a supportare le nuove tecnologie videoludiche, si getta nell'arena della realtà virtuale con una serie di titoli per PlayStation VR; il primo ad arrivare sul mercato è l'originale "simulatore di aquila" Eagle Flight. Scopriamone insieme le caratteristiche.

Il Gioco

Quante volte avete pensato che vi piacerebbe essere liberi come un'aquila, per potervi librare nel cielo e dominare il mondo sotto di voi? Questa è la stessa cosa che dev'essere venuta in mente agli sviluppatori di Eagle Flight quando gli è stato chiesto di realizzare un gioco pensato per la realtà virtuale. Il nuovo gioco di Ubisoft Montreal ci mette infatti nei panni di un'aquila su una Parigi architetturalmente identica a quella che conosciamo oggi (e rappresentata con uno stile molto cartoonoso), ma per qualche motivo ormai completamente deserta e soverchiata dalla natura: la vegetazione cresce ovunque, i tunnel della metropolitana sono allagati e gli animali dello zoo prosperano ormai tra le strade della città. Ed i cieli sono ormai dominio delle aquile, che devono però dividerli con pericolosi predatori come corvi, avvoltoi e pipistrelli.

Il gioco ci vede impersonare - con visuale in prima persona come ormai standard per la stragrande maggioranza dei titoli PS VR - una di queste aquile, con la possibilità di volare liberamente sopra, in mezzo e sotto gli edifici di Parigi utilizzando un sistema di controllo sicuramente originale: il "pilotaggio" del volatile è demandato esclusivamente ai movimenti della nostra testa. Ci basta quindi girare o inclinare la testa per guardare nella direzione in cui vogliamo andare e vireremo, cabreremo o picchieremo automaticamente in quella direzione, rendendo estremamente naturale e istintiva la navigazione nei cieli. E' comunque necessario tenere il controller in mano, visto che serve per accelerare oltre che attivare alcune azioni utili durante i combattimenti.

MP Video - Eagle Flight

Già, combattimenti: Eagle Flight non è infatti una mera "esperienza" esplorativa fine a sé stessa, ma è un vero videogioco con una struttura open world a missioni multiple, molte delle quali prevedono anche lo scontro con gli altri volatili già menzionati. La storia inizia mettendoci nei panni di un giovane aquilotto che deve imparare a conoscere la città, esplorandone tutti i meandri, ed a difendere prima sé stesso e poi, man mano che cresce, la sua compagna dalle altre minacce alate; questa storia è portata avanti con una struttura a missioni che si attivano una dopo l'altra, organizzate a capitoli e nelle quali una voce narrante ci racconta le gesta dell'aquilotto: una volta completate tutte le missioni di una certa area della città (ad esempio quella attorno a Notre Dame o quella della Torre Eiffel), termina un capitolo e ne inizia un altro che popola di missioni un'altra area della città.

L'intera mappa è comunque esplorabile dall'inizio e possiamo divertirci a visitarne ogni angolo, compresi gli interni degli edifici tramite mura crollate o finestre aperte, ma le icone delle missioni compaiono solo nelle aree già "sbloccate"; oltre a quelle delle missioni principali, rigiocabili in qualsiasi momento, ci sono anche numerose sfide secondarie come corse a tempo e così via, oltre a diversi collezionabili raccoglibili.

Le missioni ci vedono seguire di volta in volta diversi obiettivi: ci sono quelle più semplici di corsa, nelle quali dobbiamo completare un percorso marcato da anelli fluttuanti nel minor tempo possibile, o quelle in cui, librandoci sulla Senna, dobbiamo prendere al volo i pesci che saltano sull'acqua, fino a quelle che ci vedono esplorare le gallerie sotterranee di metropolitana o le catacombe della città senza mai sbattere alle pareti e cercando di fare i tempi migliori. E poi ci sono i combattimenti: in queste particolari sezioni, nelle quali spesso dobbiamo scortare la nostra compagna difendendola dagli attacchi nemici, ci troviamo ad attaccare i rapaci o pipistrelli nemici con una sorta di colpo sonico, mentre nelle missioni più avanzate dobbiamo guardarci dai loro attacchi usando anche un particolare scudo.

Oltre all'esperienza single player, completabile tra le 3-4 ore se vi dedicate principalmente alla storia ma prolungabile con le attività secondarie e la raccolta di collezionabili, il gioco ci offre anche un'interessante modalità multigiocatore 3 contro 3 in stile cattura la bandiera, che vede i due team di aquile scontrarsi per raccogliere una preda e portarla al proprio nido, mentre i giocatori cercano di abbattersi l'un l'altro usando le stesse meccaniche di combattimento già illustrate e cercando di seminarsi a vicenda infilandosi nei più stretti e pericolosi passaggi della città.

Amore

Tra i cieli di Parigi

- Eagle Flight riesce a darci molto bene l'idea di essere un uccello sopra Parigi, permettendoci di planare e picchiare su tutti i luoghi più famosi della città francese infilandoci sotto i ponti, intrufolandoci nei palazzi e volando rasoterra tra le zebre, gli elefanti e le giraffe che hanno invaso la città. Un viaggio estremamente affascinante, seppur vissuto con il filtro di una grafica molto stilizzata e cartoonosa, dai colori pastellati.

Nausea zero

- Dopo aver provato tanti titoli per PS VR, mi ero preparato psicologicamente a forti sensazioni di nausea con Eagle Flight: dopotutto è un gioco in prima persona dove si vola a velocità folli facendo il pelo a palazzi e alle strade, ossia il tipico scenario che crea problemi con i visori VR. E invece niente: dopo diverse ore di gioco non ho avuto neanche un problema di nausea. Ho poi scoperto che i ragazzi di Ubisoft Montreal hanno fatto lavorato molto per capire i motivi all'origine della motion sickness nella VR, ed hanno dotato il loro gioco di una serie di contromisure atte ad evitare che questa si presentasse: per prima cosa c'è il becco dell'aquila, che vediamo proprio sotto i nostri occhi, che fornisce al nostro cervello un riferimento fisso al quale "aggrapparsi", poi c'è la riduzione della vista periferica quando curviamo ed anche il fatto stesso che i movimenti nel mondo virtuale sono sincronizzati ai movimenti della nostra testa, rendendoli così coerenti con quello che la nostra mente si aspetta (la VR sickness si presenta infatti nei giochi in cui, con la testa ferma, giriamo intorno usando gli stick). Risultato: zero sickness. Incredibile!

Odio

Ahi, il collo!

- Se la nausea non è un problema, ho notato - ma potrebbe essere un fattore del tutto personale - che dopo qualche decina di minuti di gioco il particolare sistema di controllo, che ci costringe spesso anche a veloci movimenti o a girare molto la testa per effettuare le virate più strette, inizia ad affaticare i muscoli del collo rendendo sempre più difficile eseguire le missioni più complesse come i percorsi sotterranei, che richiedono una grande prontezza di riflessi per seguire la conformazione del percorso senza sbattere alle pareti. Non è quindi un gioco adatto a lunghe sessioni continue e richiede di riposarsi ogni tanto; ovviamente è sconsigliato a chi soffre di torcicollo o dolori cervicali.

Pochi contenuti

- Come tanti titoli per PS VR, anche Eagle Flight soffre di una pochezza di contenuti che non ne giustifica il prezzo di vendita: è vero che la Parigi esplorabile nel gioco è molto vasta, ma a causa del design molto stilizzato le aree della città sembrano tutte troppo uguali tra loro con l'esclusione dei monumenti ed edifici storici, ed anche i tipi di missione disponibili alla fine sono sempre gli stessi. Non sarebbe stato male se, una volta completata la storia a Parigi, si fosse potuta esplorare un'altra città o magari un ambiente non urbano, rendendo più varie le visuali.

Tiriamo le somme

Eagle Flight risulta essere un'interessante esperienza VR, con un ottimo design che annulla del tutto qualsiasi senso di nausea ed un riuscito sistema di controllo. La sensazione di librarsi nei cieli come un'aquila, con la possibilità di planare tra i palazzi e infilarci nelle varie strutture, è l'aspetto più riuscito del gioco, mentre sarebbe stato bello avere qualche location in più da esplorare unita a maggiori tipologie di missione. Il prezzo di lancio risulta forse un po' troppo alto rispetto a quello che il gioco propone effettivamente, ma si tratta comunque di uno dei titoli per PlayStation VR più riusciti ad oggi.
7.5

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, inizia nel 2002 un'avventura da insider nel mondo dei videogiochi partendo con la concorrenza ma maturando sempre più interesse per il mondo Playstation. Nel 2013 decide finalmente di aprire MondoPlay, con l'obiettivo di farlo diventare il sito di riferimento per tutti gli amanti italiani della console Sony.

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