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Robinson: The Journey
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Recensione - Robinson: The Journey

Un ragazzo disperso in un mondo ostile e popolato da dinosauri, accompagnato da una fedele IA fluttuante: con Robinson: The Journey i ragazzi di Crytek ci offrono la loro personale interpretazione in chiave VR di Robinson Crusoe. Scopriamo con quali risultati.

Il Gioco

In un lontano futuro l'umanità è ormai riuscita a dominare le distanze interstellari, inviando così diverse missioni verso pianeti abitabili nei quali stabilire nuove colonie e comunità. Una di queste è la nave Esmeralda, diretta verso il pianeta Tyson III che per morfologia, flora e fauna ricorda molto la Terra dell'era giurassica, dinosauri compresi. Non appena la nave raggiunge l'orbita del pianeta, però, qualcosa non va come previsto ed il vascello riporta delle esplosioni precipitando sulla superficie del pianeta: un solo membro dell'equipaggio, il giovane Robin, riesce a salvarsi lanciandosi con una scialuppa di salvataggio prima dello schianto. All'arrivo sul pianeta il ragazzo è accompagnato dal robottino fluttuante HIGS, che lo aiuta a costruire un campo base e posizionare le difese per sopravvivere ai pericoli del nuovo mondo. I due riescono anche a farsi una piccola amica: Laika, una cucciola di dinosauro molto simile al T-Rex adottata da Robin non appena uscita dal suo uovo.


Robinson: The Journey ha luogo un anno dopo l'arrivo di Robin e HIGS sul pianeta, quando il ragazzo, l'IA e la loro piccola amica hanno ormai stabilito un campo base e le loro giornate sono dominate dall'esplorazione dei dintorni per procurarsi cibo e altri materiali. Il gioco inizia facendoci esplorare i dintorni del campo illustrandoci, sotto la guida del robottino (il doppiaggio è interamente in italiano), le meccaniche di gioco: come per la maggior parte dei titoli PS VR, il titolo è vissuto in prima persona e ci permette di muoverci liberamente nel mondo di gioco con controlli "stile FPS" del DualShock 4 (il controller Move non è supportato). Questo tipo di approccio è generalmente quello che ha le maggiori possibilità di creare problemi di VR sickness ai giocatori, e gli sviluppatori di Crytek hanno quindi introdotto una serie di accorgimenti per minimizzare il problema: gli spostamenti non sono mai troppo veloci ma avvengono piuttosto lentamente (non è possibile correre ma solo camminare), mentre le rotazioni orizzontali possono essere fatte a scatti di 45 gradi (come visto anche in Here They Lie) oppure, cambiando la relativa impostazione, essere libere ma estremamente veloci, così da non dare troppo l'impressione del mondo che ci gira intorno. Devo dire che gli sforzi degli sviluppatori in tal senso hanno dato i loro frutti, visto che a parte qualche leggerissima sensazione di "stomaco che si stringe" ogni tanto, non ho mai avuto grossi problemi, riuscendo a giocare per diverse ore consecutive togliendo ogni tanto il casco solo per riposare un po' e mai per la sensazione di nausea, cosa che invece il già citato Here They Lie mi ha causato con una certa insistenza.


MP Video - Robinson: The Journey

Dopo aver padroneggiato il sistema di movimento, apprendiamo poi un'altra meccanica di gioco: la possibilità, tramite un apposito strumento a disposizione di Robin, di attirare e far fluttuare davanti a noi piccoli oggetti, per spostarli e riposizionarli oppure lanciarli. E' possibile farlo anche con oggetti più grandi, ma per questi bisogna stare nel raggio di un'apposita stazione "amplifictrice", che all'inizio della nostra avventura risulta spenta a causa del guasto di un'idroturbina posta in un fiumiciattolo del campo base. Il nostro primo obiettivo è quindi liberare la turbina, ostruita da una serie di oggetti portati dalla corrente del fiume, per poi ripristinare l'alimentazione tramite un mini-gioco matematico che ci vede reindirizzare la corrente dalla turbina a vari apparati del campo facendo in modo che ognuno riceva la giusta quantità di energia elettrica. Fatto questo riusciamo ad usare l'amplificatore per spostare una enorme cassa dietro la quale era rimasta bloccata Laika, ed è la volta di scoprire un'ulteriore meccanica: quella che ci permette di impartire comandi alla cucciolotta per farle raggiungere luoghi specifici, richiamarla a noi oppure farla ruggire, cose che ci torneranno poi utili durante il resto dell'avventura.


Ed è proprio mentre interagiamo con Laika, giocando a nascondino, che scopriamo una cosa che ci schiude una serie di nuove missioni: nascosta in un cespuglio c'è una vecchia unità HIGS dalla cui memoria apprendiamo una parte del passato della nave Esmeralda. Robin ed HIGS decidono così di iniziare ad esplorare le aree circostanti alla ricerca di altre unità simili che possano far chiarezza su cosa ha portato allo schianto dell'astronave, e magari permettergli di trovare un modo per lasciare finalmente il pianeta.


Il gioco ci vede così esplorare una serie di aree diverse, più o meno vaste e tutte indicate su un'apposita mappa, alla ricerca degli altri HIGS: ognuna di queste presenta sfide diverse, dall'esplorazione all'arrampicata (con una meccanica che ci vede alternare le mani sugli appigli delle pareti premendo i due grilletti) fino alla risoluzione di enigmi basilari, il tutto tenendoci impegnati per circa quattro ore e mezza: questo è il tempo che ho impiegato per finire il gioco perdendo anche un po' di tempo ad ammirare i dintorni, anche se i completisti hanno la possibilità di esplorare a fondo tutti gli ambienti (anche dopo aver completato la storia, visto che il mondo di gioco rimane liberamente esplorabile dopo i titoli di coda) scansionando tutti gli animali per inserirli in una sorta di database personale, prolungando ulteriormente il tempo di gioco.


Amore

Un affascinante mondo alieno

- Crytek è da sempre nota per spingere al massimo la grafica su tutte le piattaforme, ed anche su PS VR gli sviluppatori dello studio tedesco confermano la loro bravura regalandoci un mondo lussureggiante ricco di dettagli e con splendidi panorami dall'ampia distanza visiva, dove ogni incontro con la fauna locale è motivo di stupore: giganteschi dinosauri, sciami di insetti luminescenti nelle grotte, splendidi pangolini appesi per la coda agli alberi della giungla… ammirare il mondo di Robinson: The Journey è un vero piacere, difficilmente ve ne stancherete. Quanto a bontà grafica siamo agli ottimi livelli di Batman: Arkham VR, ma stavolta con ambientazioni molto più vaste e senza le sfocature o fastidiose pixelizzazioni di altri titoli per il visore Sony. Un vero esempio per tutti gli sviluppatori PS VR.


Esplorazione coinvolgente

- La storia di Robinson: The Journey non risulta purtroppo particolarmente interessante e lo diventa proprio quando la storia volge al termine, ma l'esplorazione stessa delle varie aree, nelle quali dobbiamo spesso scalare grandi altezze, risolvere enigmi o avere a che fare con pericolosi dinosauri, mantiene alto l'interesse del giocatore dall'inizio alla fine: un ottimo modo di creare un'avventura in VR, peccato solo che duri così poco. Spero che Crytek abbia già in programma di creare un seguito, perché sarei entusiasta di vivere nuove avventure nei panni di Robin!


Odio

E ora che faccio?

- Il gioco non fa un gran lavoro nello spiegare o darci indicazioni visive su quello che dovremmo fare, e più di una volta sono rimasto bloccato cercando di capire come proseguire. Talvolta il titolo si aspetta che facciamo cose mai fatte o spiegate prima, e questo è un po' spiazzante: ad esempio in un caso mi sono trovato bloccato davanti ad una liana sulla quale dovevo scivolare, perché lungo di essa c'erano numerosi nidi di vespe che mi avrebbero ucciso al contatto. Dopo aver provato più volte e tentato altre strade, ho finalmente capito che mentre scivolavo dovevo muovere la testa per evitare i nidi. Senza una spiegazione, e senza alcuna sezione precedente che prevedesse un'analoga meccanica, è stato molto difficile capire cosa il gioco volesse che facessi. Bastava che HIGS esclamasse qualcosa come "Attento, quei nidi sono pericolosi! Cerca di schivarli mentre scivoli!", no?


Problemi di controllo

- Alcune delle azioni eseguibili in Robinson: The Journey presentano dei problemi di imprecisione dei comandi, rendendo difficile o comunque problematiche talune attività. Un caso è quello in cui si deve posizionare un pannello metallico tra due massi per attraversare un fiume di melma: ho dovuto fare numerosi tentativi prima di riuscirci, perché ogni volta, anche se dal mio punto di vista il posizionamento sembrava buono, il panello finiva ingoiato dalla melma costringendomi a ripetere il tutto dall'inizio. Anche nelle fasi di arrampicata spesso capita che sia difficile "agganciare" determinati appigli con le mani, e questo rende tutto più complicato sorpattutto quando tali appigli sono costituiti da piante che si aprono e chiudono, limitando a pochi secondi il tempo in cui è possibile aggrapparci ad esse. Una maggior attenzione da questo punto di vista avrebbe sicuramente giovato.


Ma come, sul più bello?

- Come già accennato, la storia di Robinson: The Journey è piuttosto semplice: si tratta alla fine di una grande caccia al tesoro che ci vede cercare le unità HIGS perdute, senza particolari colpi di scena. C'è un momento però in cui diventa molto più interessante prospettandoci nuove avventure, ma questo avviene pochi secondi prima dei titoli di coda, mostrandosi come un grande "to be continued" a poche ore dall'inizio dell'avventura. E' davvero un peccato, avrei volentieri continuato a vivere altre avventure.


60 Euro? Really?

- E quanto appena detto ci porta alla questione del prezzo. Robinson: The Journey dura poco più di 4 ore, e questo non sarebbe un problema di per sé: molti giochi per PS VR hanno una durata ridotta. Ma far pagare 59,99 Euro un'esperienza simile è davvero esagerato, considerato che titoli indipendenti che offrono avventure e durate simili (ad esempio Everybody's Gone to the Rapture e Firewatch) costano un terzo di quanto proposto per il titolo Crytek. Il fatto che questo sia un gioco per PS VR non giustifica un prezzo così sproporzionato, e non deve passare tra gli sviluppatori il messaggio che basta metter su un gioco in fretta e furia, ma col supporto PS VR, per fare soldi facili.


Tiriamo le somme

Robinson: The Journey è un'ottima avventura, un po' troppo frettolosa ma con uno splendido mondo esplorabile e interessanti meccaniche d'interazione, che si fa giocare dall'inizio alla fine tenendo sempre alto l'interesse del giocatore; non manca però qualche problema di design che ne mina la qualità finale. Non dura inoltre tantissimo, e questo non sarebbe di per sé un problema, ma il prezzo di lancio risulta fin troppo alto. Se per voi il fattore economico non è un problema è sicuramente un acquisto consigliato, altrimenti suggerisco di attendere di trovarlo usato o scontato almeno a metà prezzo.
7.5

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, inizia nel 2002 un'avventura da insider nel mondo dei videogiochi partendo con la concorrenza ma maturando sempre più interesse per il mondo Playstation. Nel 2013 decide finalmente di aprire MondoPlay, con l'obiettivo di farlo diventare il sito di riferimento per tutti gli amanti italiani della console Sony.

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i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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