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RIGS: Mechanized Combat League
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Recensione - RIGS: Mechanized Combat League

La line-up di PlayStation VR è ricca di esperienze brevi o ridotte, mentre i titoli tripla-A si contano sulle dita di una mano. RIGS: Mechanized Combat League è uno di questi, e con un curioso mix di mech, sparatutto e sport si propone come uno dei titoli più interessanti da provare. Vediamo quindi se il gioco sia riuscito a stupirci o meno.

Il Gioco

Ultimamente sembra che l’accoppiata tra mech e sport vada molto di moda. Tra i titoli di lancio per PlayStation VR abbiamo visto ad esempio 100ft Robot Golf, ma se il titolo di No Goblin era una palese parodia caricaturale, RIGS: Mechanized Combat League si prende invece molto sul serio proponendoci la sua visione di un ipotetico sport futuristico. In questa epoca non molto lontana dalla nostra gli atleti si affrontano a bordo di mech chiamati RIG in diverse discipline, ognuna con un alto tasso di adrenalina, riflessi e… proiettili. I RIG infatti sono robot pesantemente armati, e nonostante la sicurezza degli atleti sia sempre garantita da un sistema di espulsione rapida, ogni mezzo è lecito per raggiungere la vittoria, e non si deve esitare a mandare in pezzi il mech avversario, specialmente quando questo fa parte proprio della disciplina. Il gioco ci propone un lungo ed esaustivo tutorial dove iniziare a prendere confidenza con i comandi del nostro RIG. Questi si sono rivelati estremamente semplici ed intuitivi, ma non per questo riuscirete a padroneggiare il vostro RIG fin da subito. Servono infatti alcune ore per abituarsi ai movimenti rapidi e adattarsi alle varie situazioni nelle frenetiche battaglie, dove riflessi fulminei e una buona dose di strategia sono la base per la vittoria.


Il movimento del RIG è affidato all’analogico sinistro e si mira semplicemente spostando lo sguardo, mentre si può decidere se affidare la rotazione del mezzo all’analogico destro oppure girare automaticamente nella direzione in cui si mira. Questo crea un minore rischio di motion sickness, ma anche una minore precisione, infatti ho preferito controllare manualmente il RIG e utilizzare la testa unicamente per mirare: il rischio per chi non è abituato è più alto poiché naturalmente può capitare che il mezzo si muova in un verso ma noi per mirare guardiamo da tutt’altra parte, creando così un contrasto che potrebbe portare alla nausea. Con i grilletti del pad si spara con le armi destre e sinistre, i dorsali permettono delle rapide schivate laterali, premendo la levetta destra si effettua un attacco corpo a corpo ed infine ad ogni tasto è associata una diversa modalità del RIG. Con Quadrato si entra in modalità Turbo aumentando la velocità di movimento, con Triangolo si attiva l’Autoriparazione per recuperare salute e con Cerchio si aumenta il danno delle armi. Meglio aumentare il danno sperando di eliminare l’avversario oppure la velocità per cercare un riparo e schivare i colpi? Riuscire ad alternare al momento giusto e capire quale modalità è più adatta a seconda della situazione è fondamentale per vincere, specialmente nelle partite online. Effettuando uccisioni o raccogliendo particolari sfere di energia inoltre si può entrare in Overdrive, attivando così tutte le tre modalità contemporaneamente e ottenendo un notevole vantaggio rispetto agli avversari.


MP Video - RIGS: Mechanized Combat League

I RIG inoltre non sono tutti uguali, ma anzi si differenziano per classi e abilità. Una volta concluso il tutorial possiamo scegliere gratuitamente un primo RIG, mentre gli altri dovranno essere acquistati con i crediti ottenuti vincendo le varie partite. Tra le classi disponibili troviamo i Mirage, mech caratterizzati dalle lunghe gambe e che possono effettuare un doppio salto, i Tempest possono alzarsi in volo grazie alle piccole eliche, i Sentinel sono grandi, corazzati e possono caricare il salto per generare un’onda d’urto all’impatto ed infine gli Hunter al contrario sono piccoli, veloci e sono in grado di sfruttare spazi ristretti nelle arene dove gli altri RIG non riescono a passare. Ogni mech inoltre può avere una diversa abilità, ad esempio K.O. permette di disattivare le modalità e l’Overdrive del nemico per alcuni secondi colpendoli con l’attacco corpo a corpo, i Vampiri possono rigenerare la salute eliminando gli avversari, i Ladri possono rubare la palla o le sfere di energia sparandogli mentre i Tecnici possono disturbare i radar e curare i compagni. Infine ogni robot è equipaggiato con due armi preimpostate a seconda della classe e abilità, e possono variare da classici mitragliatori pesanti a cannoni al plasma, laser e simili.


Scegliere il RIG a seconda della tipologia di partite aggiunge un ulteriore tocco di strategia per la squadra, specialmente nelle partite online. Le frenetiche partite di RIGS: Mechanized Combat League si dividono infatti in tre categorie: Team Takedown, Endzone e Powerslam. La prima può essere classificata con un normale deathmatch a squadre, dove due squadre da tre giocatori si danno battaglia realizzando un punto per ogni uccisione, mentre Endzone è più votata al lato prettamente sportivo. Qui le squadre si contendono il possesso di una palla e devono segnare dei touchdown esattamente come nel football americano, ma al posto dei placcaggi qui si cerca di distruggere direttamente l’avversario a suon di proiettili. Passarsi la palla, rubarla ai nemici e giocare di squadra per coprirsi le spalle a vicenda tira fuori il meglio della competizione di RIGS: Mechanized Combat League, mentre Powerslam offre un compromesso tra le due precedenti modalità. Lo scopo infatti è quello di segnare lanciandosi con il proprio RIG dentro un cerchio posto al centro dell’arena, ma il punto è valido solo se si è in modalità Overdrive. Questo significa che prima bisogna cercare di eliminare gli avversari come nel Takedown, per poi passare al gioco di squadra proteggendo chi è in Overdrive e permettergli di segnare un prezioso punto.


Il fulcro dell’esperienza di RIGS: Mechanized Combat League è la Carriera che può essere affrontata sia Offline che Online, dove naturalmente il titolo offre il meglio di sé considerato che i giocatori umani hanno tattiche più imprevedibili rispetto all’intelligenza artificiale. Durante la Carriera si inizia firmando un contratto con una delle 18 squadre disponibili, e vincendo le varie partite di Campionato e Tornei ad eliminazione diretta si accumulano crediti con cui acquistare nuovi RIG e fan per aumentare la popolarità, e di conseguenza sbloccare nuovi sponsor e piloti migliori da ingaggiare come compagni di squadra in offline. A seconda dello sponsor scelto ci vengono proposte varie sfide che, una volta superate, permettono di ottenere nuovi elementi con cui personalizzare il nostro personaggio come caschi, tute, visiere o esultanze sul podio.

Dal punto di vista tecnico RIGS: Mechanized Combat League è uno dei titoli migliori nella line-up di PlayStation VR, specialmente per quanti riguarda i modelli poligonali dei mech. Una volta saliti a bordo basta guardarsi intorno per vedere i dettagli sulle parti visibili del nostro mezzo, e anche le arene offrono un colpo d’occhio decisamente d’impatto, anche se analizzando bene si possono notare alcune sbavature come alcune texture in bassa risoluzione… ma nella freneticità delle partite non avrete nemmeno il tempo di farci caso. Parlando di freneticità ottimo invece il frame rate, che si mantiene sempre costante garantendo una buona fluidità, aspetto fondamentale per i giochi in realtà virtuale. Anche il comparto audio è piuttosto curato, con voci doppiate in italiano con il commentatore che analizza ogni momento della partita e musiche epiche per enfatizzare le vittorie.

Amore

Una vera esperienza AAA

- Al momento la maggior parte delle esperienze che si possono provare con PlayStation VR sono appunto… esperienze. Buona parte dei titoli offre meccaniche semplici, movimenti non troppo accennati per non spaventare chi non è abituato e una durata quasi irrisoria, mentre RIGS: Mechanized Combat League si pone come uno dei pochi titoli davvero tripla-A offrendo un gameplay adrenalinico e veloce, con una longevità potenzialmente infinita basandosi sul multiplayer, ma senza trascurare anche la componente in single player.

Ancora una partita!

- RIGS: Mechanized Combat League è un titolo che può essere riassunto con una sola parola: divertente. Le sue meccaniche all’apparenza sono estremamente semplici, ma nascondono una profondità tattica non indifferente. Più volte mi sono ritrovato incollato al visore perché volevo continuare a giocare per il semplice gusto di provare nuovi RIG e fare altre partite, anche perché le partite sono quasi sempre tesissime e segnare un touchdown all’ultimo secondo oppure impedire al nemico di fare punto in Powerslam distruggendolo mentre sta saltando nel cerchio offre una scarica di adrenalina non indifferente…. e ne vorrete sempre di più.

Ad ognuno il suo

- Personalmente non ho praticamente mai avuto problemi di nausea con RIGS: Mechanized Combat League, e gli sviluppatori hanno inserito numerose opzioni di personalizzazione per ridurre al minimo il rischio di VR sickness, con ad esempio la possibilità di oscurare la visuale durante l’espulsione dal RIG o restringere il campo visivo con dei leggeri oscuramenti ai lati durante i cambi di visuale troppo veloci, così da far concentrare la vista unicamente davanti. In questo modo a seconda del livello di “sopportazione” ogni giocatore può trovare la combinazione che meglio gli si addice per giocare senza interruzioni dovute a malori.

Odio

Il rischio è sempre dietro l’angolo

- Come già detto, personalmente non ho mai avuto grandi problemi di VR sickness con RIGS: Mechanized Combat League, ma è anche vero che io ormai sono abbastanza abituato alla realtà virtuale anche con altri visori. Ho sentito il parere di alcuni amici e colleghi che invece si sono avvicinati da poco a questo mondo, e loro al contrario mio nel primo periodo non riuscivano a resistere più di tanto. Considerato l’elevato tasso di movimento e freneticità delle partite non fatico a credergli, per cui se anche voi siete neofiti della VR tenete in considerazione che RIGS: Mechanized Combat League non è esattamente il titolo più “amichevole” con cui iniziare.

RIG non personalizzabili

- Tra le principali ricompense che si possono ottenere durante la Carriera troviamo le personalizzazioni per il proprio avatar… ma non per il nostro RIG. Oltre alle modifiche estetiche inoltre sono assenti anche quelle dell’armamentario, per cui se volete un certo tipo di arma iniziate a sperare che sia su un RIG di vostro gusto. Più di una volta infatti mi sono ritrovato nella situazione di essermi innamorato di un’arma o classe di RIG, solo per poi scoprire che la combinazione che desideravo non esisteva per cui ero costretto a scegliere. Capisco la volontà di far provare tutto, ma avrei gradito la possibilità di creare anche il RIG che più si addice al mio stile di gioco.

Poche modalità

- Le tre modalità Team Takedown, Endzone e Powerslam sono tutte divertenti ed intriganti, ma sono troppo poche per un titolo che punta quasi tutto sul multiplayer. Spero che in futuro gli sviluppatori introducano nuove tipologie tramite aggiornamento, perché così il pericolo è che sul lungo periodo le tre modalità perdano la loro attrattiva diventando troppo ripetitive.

Tiriamo le somme

RIGS: Mechanized Combat League è una delle poche grandi produzioni attualmente in commercio per PlayStation VR e il risultato è sicuramente positivo, dimostrando come il visore non sia pensato solo per titoli brevi o con interazioni limitate, ma anche per giochi multiplayer frenetici, competitivi e divertenti. Purtroppo l’impressione è anche quella di un titolo piuttosto acerbo nei contenuti con poche modalità, e la speranza è quella di vedere in futuro delle aggiunte su questo versante, oltre alla personalizzazione dei RIG. In ogni caso se possedete PlayStation VR, RIGS: Mechanized Combat League è un acquisto consigliato.
8.3

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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