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Here They Lie
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Recensione - Here They Lie

Con la VR arrivano anche i primi esperimenti di "immersione horror", per rendere più vivido e realistico che mai il contatto con le creature mostruose dei vari giochi. Ci provano i californiani Tangentlemen con il loro Here They Lie, horror psicologico che ci immerge nei meandri di una inquietante città. Scopriamo con quali risultati.

Il Gioco

Su PlayStation VR abbiamo già visto due tentativi di affrontare il tema dell'orrore virtuale: si tratta di Until Dawn: Rush of Blood e la demo di Resident Evil 7, ed in entrambi i casi gli sviluppatori hanno deciso di tenere il nostro personaggio ben seduto, in un caso per farci correre su un folle ottovolante e nell'altro per farci assistere impotenti a cosa accadeva davanti a noi. Here They Lie prende invece un'altra strada, quella dei "walking simulator"; per chi non conoscesse il genere, si tratta di titoli nei quali ci viene chiesto di esplorare degli ambienti di gioco con un'interazione ridotta al minimo, e dove l'esperienza dell'esplorazione - tramite la quale scopriamo la storia del gioco - costituisce il gioco stesso.


E nel titolo di Tangentlemen è proprio così: senza darci spiegazioni su chi siamo o quali siano i nostri scopi, il gioco inizia in una stazione della metro deserta che dobbiamo esplorare lentamente, dopo di che una volta arrivati a prendere un treno finiamo in una strana città nella quale dapprima compaiono dei pericolosi mostri e poi si popola di strani ed inquietanti individui, finché l'esperienza non evolve verso altre ambientazioni e situazioni ancora più strane. Nel corso del gioco non facciamo altro che camminare, aprire qualche porta, raccogliere alcune batterie (per la torcia che abbiamo sempre con noi), note o cartoline, rispondere a dei telefoni e nulla più: anche quando incontriamo degli esseri minacciosi, non c'è alcun combattimento e dobbiamo semplicemente aggirarli cercando altre strade, perché avvicinarci ad essi significa morte sicura e il riavvio dal checkpoint più vicino.


MP Video - Here They Lie

L'esplorazione nel mondo di gioco avviene come in qualsiasi FPS, con i due stick del controller utilizzati per muoverci e ruotare, mentre girando la testa possiamo guardarci liberamente intorno; il problema di questo approccio è però che facendo girare il nostro personaggio con lo stick potremmo facilmente finire preda di episodi di VR sickness (la nostra mente ha l'illusione che ci stiamo spostando, ma i segnali provenienti dal resto del corpo gli dicono che siamo fermi creando un senso di nausea), e gli sviluppatori hanno quindi ideato due escamotage per ridurre il problema: se usiamo i controlli normali, quando cambiamo direzione la visuale si stringe per ridurre l'effetto di disorientamento, ma se questo non dovesse bastare c'è anche una modalità - attivata per default - che invece di farci girare gradualmente lo fa a scatti di 45 gradi, eliminando così l'impressione del movimento continuo. Personalmente ho preferito questa seconda modalità, ma nonostante ciò ho dovuto giocare in sessioni di non più di mezz'ora ciascuna, perché la sensazione di nausea dopo un po' inizia comunque a farsi sentire.


Ed il fatto che sia consumabile a piccoli sorsi non è necessariamente un male: il gioco dura infatti tra le 2 e le 3 ore a seconda di quanto ci si sofferma ad esplorare ed ammirare le varie aree, quindi non vorrete sicuramente terminarlo tutto in un'unica sessione.


Amore

Nei meandri della città

- L'aspetto migliore di Here They Lie sono senza dubbio le ambientazioni, e più specificamente l'enorme città, decadente e costruita su più livelli, che esploriamo addentrandoci sempre più nelle sue profondità: i palazzi svettanti, gli stretti vicoli ed i suoi folli abitanti lasciano davvero sbalorditi, e non sono da meno altre ambientazioni che non voglio anticiparvi. Tutti gli ambienti sono inoltre resi in bianco e nero con un ottimo uso dei giochi di luce, cosa che rende il tutto ancor più affascinante. Il gioco non offre una grande interazione, ma perdersi ad ammirarne le ambientazioni è un'esperienza che da sola vale il prezzo del biglietto.


Odio

Una città sfocata

- Se è vero che le ambientazioni risultano estremamente affascinanti, purtroppo gran parte del loro fascino si perde a causa della grafica estremamente pixelata e sfocata del gioco. Ormai questa inizia ad essere una costante su PS VR, almeno per i giochi più realistici o ricchi graficamente, e rimane un problema importante almeno finché non arriverà PS4 Pro. Gli sviluppatori dovrebbero cercare di alleggerire graficamente i titoli in favore di visuali più nitide.


Storia e orrore

- Più che un horror game, Here They Lie potrebbe essere definito un'avventura surreal-psicologica: a parte un paio di jumpscares piuttosto moderati, le situazioni in cui il gioco riesce a spaventarci sono infatti quasi nulle. Inoltre la storia risulta fin troppo ermetica e poco soddisfacente, nonostante il finale cerchi di dare un senso al tutto: alla fine rimane una sensazione di incompiuto. Probabilmente è un effetto voluto dagli sviluppatori, ma personalmente preferisco trame più chiare e comprensibili. Se non altro voci e testi sono in italiano, per i meno anglofoni.


Tiriamo le somme

Here They Lie risulta essere un'esperienza VR interessante soprattutto per le ambientazioni deviate e claustrofobiche che ci fa esplorare, ma fallisce nel proporci una vera esperienza horror con una storia soddisfacente, ed a questo si aggiunge la scarsa resa grafica. Al prezzo a cui è proposto può comunque valere un giro di giostra, purché lo si affronti con aspettative non troppo alte.
6.0

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, inizia nel 2002 un'avventura da insider nel mondo dei videogiochi partendo con la concorrenza ma maturando sempre più interesse per il mondo Playstation. Nel 2013 decide finalmente di aprire MondoPlay, con l'obiettivo di farlo diventare il sito di riferimento per tutti gli amanti italiani della console Sony.

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Commenti

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