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Super Stardust Ultra VR
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Recensione - Super Stardust Ultra VR

Navicelle spaziali e asteroidi sono sempre stati nemici giurati nella storia dei videogame, e questa antica faida continua anche ai giorni nostri grazie alla serie di Super Stardust. L’arrivo della realtà virtuale ha portato il conflitto ad un nuovo livello con Super Stardust Ultra VR: scopriamone gli esiti nella nostra recensione.

Il Gioco

A meno che non abbiate vissuto in una caverna negli ultimi 10 anni è quasi impossibile non conoscere la saga di Super Stardust. Ad ogni nuova console di Sony è seguito infatti il lancio di una nuova versione del gioco, a partire nel 2007 con il primo Super Stardust HD su PlayStation 3, che a sua volta era una versione rimasterizzata dell’originale uscito nel lontano 1993 su Amiga. Da allora abbiamo avuto anche Super Stardust Portable, Super Stardust Delta e Super Stardust Ultra, usciti rispettivamente su PSP, PlayStation Vita e PlayStation 4. Ogni capitolo in realtà non proponeva nulla di nuovo nella formula di gioco, ma andava a perfezionare il comparto tecnico e aggiungeva diverse modalità extra da affiancare a quella originale. Poteva mancare la versione VR per celebrare l’arrivo del nuovo visore di realtà virtuale di Sony? Ovviamente no, ed ecco che Super Stardust Ultra VR porta le battaglie con gli asteroidi in un contesto più immersivo.

Per i pochi che non conoscono la serie, in Super Stadust siamo a bordo di una navicella spaziale in orbita attorno ad un pianeta sferico tempestato da asteroidi. La tipologia di gioco rientra nella categoria dei twin stick shooter, dove con l’analogico sinistro si controllano i movimenti della navicella e con il destro di direzionano i colpi. Tramite i dorsali del pad si può cambiare l’arma scegliendo tra tre diverse opzioni: il colpi verdi sono più efficaci per distruggere gli asteroidi rocciosi, il fascio blu per gli asteroidi di ghiaccio e infine il raggio rosso per quelli dorati. Infine con i grilletti si possono utilizzare il Turbo e la Smart Bomb che distrugge tutto ciò che è intorno a noi, anche se il loro utilizzo è limitato. Durante la modalità Storia dovremo eliminare ondate sempre più difficili di asteroidi e nemici nel corso di 5 pianeti fino ad arrivare al boss di ogni mondo, con un gameplay tanto semplice da imparare nelle meccaniche quanto difficile da padroneggiare richiedendo riflessi fulminei e una buona dose di pazienza.

MP Video - Super Stardust Ultra VR

Nel corso degli anni le nuove incarnazioni hanno aggiunto diverse modalità alternative, ad esempio in alcune potremo utilizzare solo il Turbo o solo le Smart Bomb, in altre dovremo fare attenzione ad asteroidi indistruttibili o che inseguono la nostra navicella, fino ad arrivare ai classici Sopravvivenza, Partita Infinita e a tempo. Tutte modalità che sono presenti anche in Super Stardust Ultra VR, ovviamente riadattate per essere utilizzate con il visore di Sony, anche se è possibile giocare anche con la TV normale. L’unica modalità (ed effettiva novità) che richiede PlayStation VR è Invasione, dove il gioco cambia radicalmente.

Se normalmente la visuale è dall’alto e noi assistiamo agli eventi esternamente, in Invasione invece la telecamera passa in prima persona e ci troviamo fisicamente a bordo della navicella, con tanto di avatar virtuale riprodotto all’interno della cabina che simula il nostro corpo, braccia e gambe. Questa volta non siamo più in orbita contro gli asteroidi ma sulla superficie del pianeta in un’area di dimensioni ridotte ma completamente esplorabile, e il nostro obiettivo sarà quello di eliminare le varie ondate di nemici che si susseguono in maniera piuttosto schematica. Tramite gli analogici ci si muove e si mira muovendo la testa,e possiamo contare su mitragliatori standard e armi speciali ma limitate come bombe EMP, utili per ripulire la zona da nemici che ci hanno circondato. Il tutto si riduce ad una mera questione di sopravvivenza, e nonostante sia l’unica effettiva novità non mancano le problematiche come vedremo tra poco.

Amore

Il fascino dell’originale

- Paradossalmente la parte più riuscita di Super Stardust Ultra VR è… essere Super Stardust Ultra. Senza VR. Il gioco “normale” è come già detto identico alle sue incarnazioni passate, ma non è assolutamente un difetto. Il gioco infatti è un arcade che nella sua semplicità riesce a tenere incollati allo schermo per ore, e la ricerca di un punteggio sempre migliore e le diverse sfide impegnative valgono già da sole il prezzo del gioco… a patto ovviamente che non possiediate già la versione normale.

Invasione: gioie

- la nuova modalità esclusiva di Super Stardust Ultra VR, pur essendo completamente diversa dal gioco originale, riesce comunque a stupire… almeno nei primi minuti. Essere a bordo di una navicella e sparare ad ondate di alieni è comunque una esperienza che tutti vorremmo provare in realtà virtuale, e anche se come vedremo si tratta di una modalità ricca di problematiche, non nego che almeno nelle prime due/tre partite ne ero rimasto piacevolmente colpito.

Odio

Invasione: dolori

- Peccato che il senso di fascino che si può provare all’inzio di Invasione svanisca dopo poco tempo, lasciando il posto a quello che oggettivamente è: una delusione. Tralasciando il fatto che di Super Stardust ha solo il nome, i problemi principali di Invasione sono l’eccessiva ripetitività che porta ben presto alla noia e soprattutto la VR sickness. Nonostante l’azione non sia paragonabile alla freneticità della versione normale, quando ci si trova circondati da nemici si è costretti a fare diverse manovre repentine spostandosi ai lati e indietro, e dopo alcune partite purtroppo ho avvertito un senso di nausea che mi ha costretto a togliere il visore.

VR non necessaria

- Se la realtà virtuale della modalità Invasione si è rivelata piuttosto noiosa e problematica, l’adattamento delle modalità originali è semplicemente inutile, se non dannoso. L’azione infatti si svolge sempre in un punto fisso, per cui non si avverte minimamente il senso di immersione o prospettive diverse. Sì possiamo girarci e vedere lo spazio sconfinato intorno a noi, ma giusto nei due secondi prima dell’inzio della partita se non vogliamo vedere subito la scritta Game Over perché abbiamo tolto lo sguardo dal pianeta dove è la nostra navicella. A questo si aggiunge il fatto che in modalità VR la grafica del gioco è in bassa risoluzione e l’aliasing regna sovrano: insomma, meglio giocare il titolo standard sulla TV.

Tiriamo le somme

Super Stardust Ultra VR è un titolo dalla doppia anima. La base originale è semplicemente ottima e appassionante, ma l’adattamento VR si è rivelato invece dannoso e non necessario. Il sospetto è che il progetto sia stato sviluppato in fretta e furia per ampliare la line-up di lancio di PlayStation VR, ma il risultato non rende minimamente giustizia al visore. Se non avete mai giocato a Super Stardust Ultra potete (anzi, dovete) dargli una possibilità e godervi uno dei migliori shooter arcade in circolazione, in caso contrario le feature di realtà virtuale purtroppo non sono un motivo sufficiente per giustificare un nuovo acquisto.
5.5

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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