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Recensione - Headmaster

Una delle caratteristiche portanti di PlayStation VR è l'accurato tracking dei movimenti della testa nello spazio. Come sfruttare al meglio una feature del genere, quindi? Ad esempio come ha fatto Headmaster, titolo completamente basato sui colpi di testa calcistici! Scopriamone le caratteristiche.

Il Gioco

Il calcio, si sa, è uno sport molto amato anche dagli appassionati di videogiochi, ed era quindi impossibile che non arrivasse in qualche modo anche nel mondo della VR, seppur non nel modo che ci saremmo aspettati. Headmaster del team statunitense Frame Interactive si focalizza infatti su un aspetto specifico del calcio, i colpi di testa, e lo fa in un modo assolutamente originale. La trama del gioco ci vede all'interno di una sorta di centro di addestramento sui colpi di testa, nel quale una voce che arriva da degli altoparlanti (purtroppo esclusivamente in inglese e senza sottotitoli) ci conduce attraverso 50 diversi test, scanditi ogni tanto da degli esami necessari per procedere oltre e che culminano con un bizzarro quanto inatteso esame finale.

Ed anche se il gioco ci vede agire su un campo di calcio davanti ad una classica porta, tirando colpi di testa a palloni da calcio, le similitudini col popolare sport finiscono qui. I vari scenari/test ci mettono infatti di fronte a sfide a punti sempre più difficili e fuori di testa: davanti ed intorno alla porta troviamo posizionati dei cartelloni-obiettivo indicanti vari punteggi, mentre da uno spara-palle automatico ci vengono lanciate una dopo l'altra un tot di palloni che dobbiamo colpire con la giusta angolazione e forza per farle rimbalzare sugli obiettivi. Un tabellone segnapunti tiene il conto degli obiettivi colpiti, e tre stelle si accendono al raggiungimento di altrettante soglie di punti: per proseguire nel successivo scenario è necessario raggiungere almeno una stella, ma per poter poi accedere agli esami che si presentano circa ogni 10 livelli dobbiamo aver accumulato un certo numero di stelle, e quindi fare una stella ad ogni test non basta: potrebbe servire tornare ad eseguire test già fatti per migliorare il nostro punteggio.

MP Video - Headmaster

Questa è la meccanica di base, ma le cose si fanno ben più complicate man mano che avanziamo nei livelli: se all'inizio ci sono normali sfere con le quali colpire dei cartelloni, man mano che avanziamo il gioco introduce cartelloni-portiere anche mobili che ci sbarrano la strada, anelli da centrare con la palla, muri di cartoni da far fuori con palle esplosive per rivelare i cartelloni-obiettivo dietro di essi, pignatte da rompere con più pallonate o anche enormi palloni da spiaggia da scaraventare sugli obiettivi. Tutto questo gestito con una fisica della palla e degli oggetti realisticissima; nel frattempo la voce in sottofondo continua a parlarci e strani messaggi cartacei ci arrivano da un certo Carl, dando alla storia in sottofondo un sapore umoristico alla The Stanley Parable.

Il gameplay vero e proprio, ossia il corretto indirizzamento della palla, avviene esattamente come vi aspettereste: il visore VR ci offre una realistica rappresentazione del campo di gioco con un ottimo senso di profondità e della distanza dei vari elementi, quindi quando arrivano le palle sta tutto nel colpirle con la giusta angolazione della testa, sia orizzontale per direzionarle a destra e a sinistra, sia verticale per imprimere delle parabole più basse o alte. Come avverrebbe nella realtà, inoltre, se "spingiamo" con forza (relativa! non fate volare i caschi) la palla mentre la colpiamo, questa schizza in avanti con maggior velocità, mentre se rimaniamo fermi o addirittura la smorziamo spostando leggermente indietro la testa, questa perderà velocità rimbalzando a terra, utile per colpire bersagli più vicini.

Oltre alla modalità storia, che si dipana per circa 2 ore, il gioco ci offre anche una modalità multigiocatore locale che vede alternarsi fino a 6 giocatori in uno scenario-sfida (ma ne arriveranno in futuro altri tramite aggiornamenti) in una gara a chi riesce a fare più punti, ovviamente passandosi a turno il visore.

Amore

Inaspettatamente assuefante

- Confesso che, forse per la mia mancanza di passione per il calcio, inizialmente non ero affatto convinto di Headmaster: che divertimento può esserci in un gioco che non fa altro che farci fare una serie di colpi di testa? Ed invece mi sono dovuto ricredere appieno: i ragazzi di Frame Interactive sono riusciti a creare una struttura di gioco basata su sfide sempre più diverse e stravaganti tale da non farci stancare mai di colpire le sfere in arrivo, spingendoci anzi a voler sempre vedere cosa ci sarà dopo un livello appena completato. Davvero ben fatto!

Scenari fuori di… testa

- Altro elemento inatteso del gioco solo gli scenari assolutamente folli che il titolo ci propone: livelli con luci da discoteca, pignatte da rompere, palloni esplosivi, scenari con i più improbabili ostacoli davanti la porta o dal tipico sapore circense… la varietà è alta e, anche se non comprenderete quanto vi dice la voce fuori campo in inglese, più di una volta vi scapperà una risata.

Perfetta simulazione fisica

- Gran parte del valore di Headmaster è dovuta all'ottima simulazione fisica che coinvolge non solo il comportamento delle palle ma anche di tutti gli altri elementi che urtano, senza contare che la risposta della sfera alle varie inclinazioni e movimenti della nostra testa è assolutamente realistica. In un gioco VR questo è importantissimo: il mondo in cui veniamo immersi non è solo convincente dal punto di vista visivo, ma risponde alle nostre azioni come avverrebbe nella realtà, facendoci sentire immersi in un mondo assolutamente reale e tangibile.

Odio

Problemi di calibrazione

- Anche se la gestione della palla è estremamente realistica, il gioco presenta purtroppo frequenti problemi di calibrazione del visore PS VR: ho notato che man mano che si gioca, anche rimanendo seduto sempre nella stessa posizione rispetto alla PS Camera, un po' alla volta colpendo la palla per farla rimbalzare dritta davanti a me questa risponde sempre più come se le stessi dando un colpo angolato, e l'unico modo per correggere questa cosa è tenere premuto il pulsante Options del pad per resettare la visuale. Tant'è che, anche se il gioco non richiede l'uso di alcun controller, ho finito per tenerlo sempre in mano per resettare la visuale dopo ogni sequenza di tiri, e anche così a volte avevo l'impressione che il gioco comunque non captasse troppo bene le angolazioni impresse alla testa. Alla lunga diventa fastidioso, ma intacca comunque solo in parte il divertimento che il gioco sa infondere.

Full english

- Non solo il gioco è completamente in inglese - e questo non è una sorpresa nel caso di titoli indie - ma è anche privo di sottotitoli, impedendo così anche a chi non ha una piena padronanza dell'inglese parlato di capire appieno tutte le battute della voce che ci parla dagli altoparlanti. E' un peccato, perché gran parte della stramberia del gioco deriva anche dai dialoghi.

Prezzo

- 19,99 Euro per un titolo da un paio d'ore, seppur con una componente multigiocatore locale che può prolungarne la durata, non è un prezzo troppo conveniente. Non è il primo gioco per PS VR ad avere un simile rapporto prezzo/durata, ma questo non è certo Batman e risulta più difficile giustificare un simile prezzo. Per un'esperienza simile mi sarei aspettato la metà del prezzo proposto.

Tiriamo le somme

Nato da un'idea solo apparentemente banale, Headmaster si rivela invece come un titolo assolutamente interessante e coinvolgente, ricco di humor (purché abbiate una buona comprensione dell'inglese) e dalle meccaniche estremamente solide. Il prezzo risulta essere un po' troppo alto per quanto ci viene proposto, ma se disponete di un visore PlayStation VR l'acquisto è sicuramente consigliato, subito o dopo che sarà disponibile a prezzo scontato.
7.5

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, inizia nel 2002 un'avventura da insider nel mondo dei videogiochi partendo con la concorrenza ma maturando sempre più interesse per il mondo Playstation. Nel 2013 decide finalmente di aprire MondoPlay, con l'obiettivo di farlo diventare il sito di riferimento per tutti gli amanti italiani della console Sony.

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Commenti

i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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