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Batman: Arkham VR
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Recensione - Batman: Arkham VR

Dopo averci stupito con la loro saga di Batman, i ragazzi di Rocksteady esplorano anche il mondo della realtà virtuale con Batman: Arkham VR, che arriva in esclusiva al lancio di PlayStation VR. Siete pronti per diventare Batman? Ecco cosa vi aspetta.

Il Gioco

Qualcosa non va a Gotham: né Robin né Nightwing rispondono alle chiamate di Alfred. Il primo sembra peraltro scomparso dai radar della Batcaverna, mentre il segnalatore di posizione di Nightwing lo posiziona in un vicolo, immobile. Cosa sarà successo? Sta a Batman cercare di capirlo recandosi per prima cosa sul punto indicato dal segnalatore di Nightwing, ma quello che scoprirà non sarà affatto piacevole.

Questo è lo spunto di base dal quale si dipana la trama di Batman: Arkham VR, che vede il Cavaliere Oscuro investigare su quanto avvenuto ai suoi partner raccogliendo prove e spostandosi attraverso 9 diversi scenari dove incontrerà, ovviamente, alcuni dei suoi nemici storici. Se conoscete i titoli Batman Arkham di Rocksteady, questa è un'esperienza molto diversa; lo scopo degli sviluppatori in questo caso era immergerci nei panni del detective Batman e sfruttare la VR per farci vivere l'intera storia dal suo punto di vista. Dopo un breve prologo che ci fa rivivere l'evento più importante nella vita di Bruce Wayne, il gioco ci mette nei panni del miliardario a Villa Wayne, dove Alfred ci informa del fatto che non riesce a contattare Nightwing e Robin chiedendoci di intervenire. In questo scenario siamo fermi davanti al pianoforte della villa e siamo subito chiamati a risolvere un basilare rompicapo per avviare il disco-ascensore sotto i nostri piedi per entrare nella "sala della vestitura", dove diventiamo Batman, dopo di che si scende con lo stesso ascensore nella Batcaverna, per cercare il segnale di Nightwing e recarci poi nel vicolo in cui l'abbiamo localizzato.

MP Video - Batman: Arkham VR

Ognuna di queste ambientazioni rappresenta uno dei 9 scenari ai quali avevo accennato, ed in ognuno di essi il gioco si svolge come una sorta di avventura punta e clicca, senza combattimenti o la possibilità di camminare negli ambienti. Una delle prime sfide che i Rocksteady si sono trovati a risolvere con la VR è infatti quella del senso di nausea data dai mondi virtuali quando ci muoviamo liberamente mentre il nostro corpo reale rimane fermo: gran parte dei giochi risolvono questo problema mettendoci in un abitacolo di qualche tipo - la cabina di un mech, un carrello delle montagne russe, il sedile di un'automobile e così via - per darci dei punti di riferimento ai quali la nostra mente possa "aggrapparsi", ma in Batman questo non era possibile e farci muovere come in un FPS avrebbe causato problemi a molti, senza considerare che non esiste un modo facile per spostarsi in un ambiente 3D impugnando due controller Move. La soluzione è quindi stata quella di farci stare sempre fermi in un posto, con la possibilità di muoverci istantaneamente in specifici punti dello scenario semplicemente guardandoli e premendo un pulsante.

Il resto delle interazioni avvengono in maniera simile. Batman è equipaggiato di tre strumenti: il rampino, uno scanner portatile ed il batarang. Per usare ognuno di questi basta portare la mano alla cintura e premere il grilletto del Move per raccogliere quello che vogliamo, per poi indirizzarlo all'obiettivo e usarlo: il Batarang può servire per rompere oggetti e attivare interruttori, il rampino per attirare oggetti o spostarci nella Batcaverna, lo scanner per compiere varie analisi di oggetti e dintorni. Tramite questi strumenti ci troviamo quindi ad interagire con i vari ambienti e risolverne gli enigmi per raccogliere prove e attivare lo spostamento verso lo scenario successivo.

Le interazioni descritte finora avvengono tutte con l'uso di due controller Move, ma è possibile giocare tutto il titolo anche con il controller standard: in questo caso le interazioni sono più semplici e meno "fisiche", basate sull puntamento degli oggetti tramite il nostro sguardo e l'interazione con i pulsanti. In questo modo si perde molto però del fascino dell'interazione col mondo di Batman: Arkham VR, quindi il mio consiglio è sicuramente quello di godervelo con i Move. Nessuna preferenza invece tra il giocarlo seduti o in piedi, entrambe modalità supportate dal titolo.

Come avrete notato se avete visto il gioco nei negozi o sul PS Store, Batman: Arkham VR è venduto al prezzo budget di 19,99 Euro: questo è dovuto al fatto che l'esperienza è molto breve con circa un'ora necessaria a completare la storia. Dopo di ciò, però, si sbloccano nei vari scenari una serie di enigmi dell'Enigmista da trovare e risolvere, e questo vi darà ulteriori occasioni di tornare a Gotham nei panni dell'uomo pipistrello, arrivando a raddoppiare il tempo di gioco.

Amore

Sono il Batman!

- Il risultato migliore conseguito da Batman: Arkham VR è senza dubbio quello di farci sentire davvero come se fossimo Batman. Dal primo momento in cui indossiamo i suoi guanti muovendo le mani davanti a noi e guardandoci nello specchio con il suo volto che segue i nostri movimenti, fino alle varie azioni come l'uso di rampino e batarang o l'interazione con vari oggetti, tutto ci dà un'eccellente sensazione di essere davvero nei panni del Cavaliere Oscuro. Come leggerete più avanti non ci offre l'esperienza completa, ma per ora l'effetto novità supera di gran lunga la limitatezza dei contenuti.

Un mondo tangibile e reale

- Altra cosa sorprendente del titolo è quanto il mondo di gioco risulti realistico e tangibile. Questo è dovuto sia all'ottima resa grafica, superiore a gran parte degli altri titoli presenti al lancio del visore di Sony, ma anche alle tante interazioni che possiamo compiere con leve, cassetti, cornici fotografiche e altri oggetti che ci fanno sentire il mondo di gioco come davvero reale. Per non parlare degli spazi vasti come i tetti di Gotham City riprodotti nel menu principale, Villa Wayne con i suoi saloni e dalla quale scorgiamo gli alberi fuori le finestre o la Batcaverna, tutti capaci di darci un grande senso di spazialità tanto che viene istintivo camminare per esplorare i vari ambienti, se non fosse che il visore ci ricorda prontamente che stiamo uscendo dal range della PS Camera e dobbiamo quindi tornare al nostro posto. Un'esperienza che vi lascerà sbalorditi.

Sfide dell'Enigmista

- Ottimi i 30 diversi enigmi che si aggiungono ai vari scenari dopo aver completato la storia: la loro risoluzione non è affatto scontata e richiedono un minimo di impegno ed esplorazione degli ambienti. Ho particolarmente apprezzato quelli che ci vedono riassemblare nello spazio davanti a noi alcuni oggetti ridotti in frammenti, spostando e rotandone i pezzi fino a farli combaciare tra loro.

Odio

Parlato in inglese

- A differenza dei titoli Arkham classici, purtroppo con Batman: Arkham VR Warner Bros. non ha sentito la necessità di inserire il doppiaggio in italiano, ed è un vero peccato perché proprio in un gioco di questo tipo sentir parlare una lingua non propria rovina molto del senso d'immersione negli ambienti. Se conoscete l'inglese non è un gran problema capire cosa viene detto, ma se non siete molto a vostro agio con la lingua vedere dei sottotitoli - in italiano fortunatamente - fluttuare nello spazio davanti a voi rovina gran parte dell'esperienza e vi distoglie da quello che avviene attorno a voi. Vista la brevità della storia e i relativamente pochi dialoghi da doppiare, peraltro, questa scelta risulta ancor più incomprensibile.

Il Batman dalle mani di pasta frolla

- Il gioco ha qualche problemino di troppo con la gestione dei controller PS Move: a volte capita di afferrare oggetti e farli cadere senza volere (fortunatamente si rimaterializzano nel loro posto originale), ma la cosa più scomoda sono le interazioni che dobbiamo a volte fare con oggetti molto vicini a noi, che ci portano a "inciampare" con la cintura di Batman creando un conflitto di comandi. Ad esempio, può capitare che per scannerizzare un oggetto vicino a noi si muova lo scanner vicino alla cintura e il gioco interpreti questa azione come la volontà di riporlo, togliendocelo dalle mani. In alcuni scenari m'è inoltre capitato di non riuscire a raggiungere con le mani degli oggetti raccoglibili, e di riuscire a prenderli solo dopo essere passato al controller standard tramite le opzioni del gioco.

Esperienza limitata

- Seppur sicuramente impressionante e sbalorditiva come esperienza, Batman: Arkham VR risulta comunque essere un po' troppo limitato nei contenuti: avrei amato fosse non solo più lungo ma offrisse una maggior varietà di contenuti. Ad esempio non ci sono sessioni di guida della Batmobile o del Batwing, non c'è alcun combattimento (qualche scazzottata in stile QTE non avrebbe guastato) ed avrei amato ci fosse almeno un livello da affrontare in modalità "predatore", che ci impegnasse a passare da un appiglio all'altro mentre facciamo fuori silenziosamente i nemici. Insomma sì, il gioco ci fa sentire come fossimo Batman, ma limitandosi solo ad una parte limitata dell'esperienza complessiva dell'essere il Cavaliere Oscuro.

Tiriamo le somme

Tra i titoli della line-up di lancio, Batman: Arkham VR rappresenta una delle dimostrazioni più convincenti delle capacità di PlayStation VR mettendoci con grande realismo nei panni di Batman e immergendoci in un mondo tangibile ed assolutamente verosimile. Peccato solo per i pochi contenuti e l'assenza di doppiaggio italiano, che ne limitano un po' il valore, ma comunque al prezzo budget al quale è proposto si tratta senza dubbio di un acquisto consigliato per i neo-possessori del visore Sony.
8.2

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, inizia nel 2002 un'avventura da insider nel mondo dei videogiochi partendo con la concorrenza ma maturando sempre più interesse per il mondo Playstation. Nel 2013 decide finalmente di aprire MondoPlay, con l'obiettivo di farlo diventare il sito di riferimento per tutti gli amanti italiani della console Sony.

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